domenica 22 novembre 2009

Berlusconi e la sua «più totale estraneità a qualsiasi ipotesi di connessione con la mafia»

Berlusconi e la sua «più totale estraneità a qualsiasi ipotesi di connessione con la mafia», parola di Ghedini

Nel 2002 Antonino Giuffré, pentito e ex capomafia di Caccamo, parlava cosi ai PM dei presunti rapporti tra Mafia e Silvio Berlusconi, testimoniando nel Processo Dell'Utri:

«I boss Filippo e Giuseppe Graviano insieme all'imprenditore Gianni Ienna facevano da tramite direttamente fra Cosa Nostra e Berlusconi ….....Signor procuratore. Berlusconi era conosciuto come imprenditore e per le sue emittenti. E' una persona abbastanza capace di portare avanti un pochino le sorti dell'Italia...Sin da allora sapevamo il discorso dello stalliere, sapevamo di Mangano che era alle dipendenze di Berlusconi, insomma sapevamo già da tempo che c'era un certo contatto tra Cosa nostra e Berlusconi, grazie alla persona che aveva direttamente in casa. Poi vi erano altre persone che aveva nei punti chiave della sua amministrazione, diciamo un'altra...»



Oggi un altro pentito ritenuto attendibile come Gaspare Spatuzza ha rilasciato altre dichiarazioni a riguardo parlando con in pm Alessandro Crini e Giuseppe Nicolosi della Dda di Firenze:

«Ritengo di poter escludere categoricamente, conoscendoli assai bene (i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano n.d.r) che i Graviano si siano mossi nei confronti di Berlusconi e Dell'Utri attraverso altre persone. Non prendo in considerazione la possibilità che Graviano abbia stretto un patto politico con costoro senza averci parlato personalmente ….Non posso sapere quale fosse il proposito che Berlusconi e Dell'Utri avessero in mente stringendo questo patto. La mia esperienza di queste vicende, ma è una mia deduzione, è che costoro (Berlusconi e Dell'Utri n.d.r) che in primo momento hanno fatto fare le stragi a Cosa Nostra, si volevano poi accreditare all'esterno come coloro che erano stati in grado di farle cessare. E quando poi li vedo scendere in politica, partecipando alle elezioni e vincendole, capisco che sono loro direttamente quelli su cui noi (Cosa Nostra-n.d.r) abbiamo puntato tutto».

Spatuzza racconta nei dettagli il colloquio avuto con il boss Giuseppe Graviano quando si incontrarono a Roma per la preparazione dell'attentato allo stadio Olimpico. In quell'occasione il boss gli parlò dell'intesa che a suo dire era stata raggiunta con Berlusconi: «Graviano era euforico e gioioso, sprizzava felicità, normalmente era una persona abbastanza controllata, quindi era difficilissimo che si lasciasse andare in quel modo, le sue parole sono state le seguenti: “tutto si è chiuso bene, abbiamo ottenuto quello che cercavamo, le persone che hanno portato avanti la cosa non sono come quei quattro crasti (montoni-n.d.r) dei socialisti che prima ci hanno chiesto i voti e poi ci hanno venduti. Si tratta di persone affidabili”. A quel punto mi fa il nome di Berlusconi e mi conferma che si tratta di quello di Canale 5. Poi mi dice che c'è anche un paesano nostro e mi fa il nome di Dell'Utri e aggiunge che grazie alla serietà di queste persone “ci siamo messi il paese nelle mani”»(fonte).


L'oramai disperso Ghedini (come ricordavamo poco tempo fa) ci raccontava la favola «della più totale estraneità a qualsiasi ipotesi di connessione con la mafia» del suo assistito Silvio Berlusconi « stabilita anche dall'autorità giudiziaria ». Balla già ampiamente scopertà semplicemente leggendo proprio le carte di quelle indagini e archiviazioni scritte dalla tanto ammirata (solo oggi) «autorità giudiziaria».
Risvegliati Italia!


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