Vicenza, rotatoria all'incrocio tra Viale Dal Verme e Viale Ferrarin.
Sesto giorno di digiuno a sola acqua di don Albino Bizzotto.
Alle 7.30 del mattino del sesto giorno di digiuno nella roulotte si capisce
che è iniziata una nuova settimana e che il Ferragosto è passato. Arriva il
rumore della battitura dei pali che penetrano nel terreno, una serie di tonfi
sordi, ritmati. Il perforamento in profondità sulla falda acquifera è uno degli
aspetti più preoccupanti. E poi cominciano a passare i camion, lunghi rimorchi
che trasportano ciascuno sei pali da una ventina di metri. Arrivano in media
ogni tre quarti d'ora. La roulotte si rivela un osservatorio privilegiato.
Ieri sera alle 20 don Albino, insieme ad altri quattro sacerdoti delle
diocesi di Padova e Vicenza, ha celebrato la messa davanti alla roulotte. E'
stato un momento di grande intensità e di una numerosa e gioiosa
partecipazione. Un centinaio di persone, legate dall'impegno comune per la pace
e non dalla sola pratica religiosa.
gruppo su fb: http://www.facebook.com/inbox/?ref=mb#/group.php?
gid=122443109559
Oggi alle 13.15 il medico che segue don Albino ha effettuato un prelievo di
sangue per accertarsi che i parametri ematici fondamentali siano nella norma.
Si allunga l'elenco delle iniziative previste alla roulotte. Già stasera
(lunedì) un dibattito sull'acqua con Marco Job e Guglielmo Verneau. Martedì 25,
alle 17.30, la docente Anna Marcon parlerà dell'impatto urbanistico e sociale
delle strutture militari.
Anche oggi sono 11 le persone che digiunano, insieme a don Albino, sotto la
veranda davanti alla roulotte. Iniziano ad arrivare gli sms con i nomi dei
digiunatori nelle altre città d'Italia. Oggi è arrivato un messaggio da molto
lontano: la solidarietà di un caro amico dalla Striscia di Gaza. Il quaderno
della solidarietà è già stracolmo. Poi, succedono anche cose impreviste: oggi,
un signore fermatosi per esprimere con forza il suo disaccordo con l'azione del
digiuno, dopo una lunga conversazione di un'ora, è ripartito offrendo in dono
due libri scritti da lui e facendo a tutti i migliori auguri di buona riuscita!
Anche questo succede, a Vicenza, nella roulotte posteggiata accanto alla
rotatoria di Viale Dal Verme, all'incrocio con Viale Ferrarin.
Lisa Clark
FONTE
INFORMARE PER RESISTERE su Facebook
giovedì 27 agosto 2009
L'incredibile storia di Daniele Ciolli
Amici di fb vi scrivo da Piacenza , ho 21anni e sono in carrozzina elettrica ( invalidità 100% ) . Ho conosciuto una 20enne nigeriana prostituta sfruttata ( 6 mesi tt i gg torino-piacenza e piacenza-torino , 10ore a battere ) clandestina , ci siamo innamorati e volevo toglierla di lì e volevo farla aderire al "progetto oltre la strada" del comune e lila . Mentre ero in spagna purtroppo l'hanno arrestata , dopo 2gg lei mi chiama e dice che è libera e stà in casa protetta e che entro 4mesi ha i documenti . Sab 22 ago vado a bologna e scopro che stà nel CIE di bologna ( via mattei 60 ) , chiedo alla polizia di stato se posso vederla , loro mi rispondono di no e che ci vuole l'autorizzazione della prefettura , allora vado in prefettura e mi dicono ch devo attendere lunedì in quanto gli uffici competenti sono chiusi . Nel frattempo mi dicono di tornare al cie e insistere per entrare ( avevo carta d'identità,tes sanitario,postepay , cartablu treni,codice fiscale ) di spiegarli che per me invalido è problematico ritornare a bologna . Vado e il poliziotto capo mi dice che sono un rompicoglioni, he la prefettura non capisce un cazzo , mi dice vaffanculo e di andare a rompere i coglioni al Resto del Carlino ... e nn mi fà entrare .
Io vado al giornale e mi intervistano , e domenica fanno 10 righe . La sera del 22 ritorno al Cie , e mi fanno entrare ed un operatore della misericordia mi aiuta ad andare in bagno , poi chiedo di vedere jessica e mi dicono no e di tornare il gg dopo . Io perdo il treno accessibile per Piacenza , resto in giro di notte a bologna senza assistenza . Chiamo la polizia urbana , arriva la pattuglia e chiedo se la caritas può ospitarmi ... ma nn hanno posto . Alle 2 di notte vado in pronto soccorso , mi dnno un lettino e dormicchio un paio d'ore tenuto d'occhio dai gentili infermieri e dal medico . Alle sette esco e mi dirigo in piazza maggiore , prendo l'autobus e torno al cie e li mi incontro cn il capogruppo regionale di rifondazione comunista . Mi aiuta a mangiare e mi accompagna al cie e chiede di farmi entrare ai poliziotti che rispondono di ripassare nel pomeriggio .
Ritorno , mi fanno entrare e prima mi aiutano per il bagno e poi me la fanno vedere....
E'terribile , dentro ci sono militari,blindati , doppi cancelli e telecamere ... siamo in una stanza video sorvegliata e i poliziotti piantonano l'ingresso .
Perquiscono 2volte i regali ( intimo,t-shirt, bagnoschiuma,orecchini,lucidalabbra ) , lei è a disagio e io piango . Lei non riesce quasi a bacirmi perchè a disagio ) .
Poi è scaduto il tempo e sono dovuto uscire via , è venuto un taxi e sono andato in stazione .
Oggi ho chiamato il cie mi hanno detto di mandrgli un fax della mia carta d'identità , e che loro inoltreranno la richiesta in prefettura . Tempo 15gg ....
Pensa lei 2oanni , 6mesi sfruttata e tutti i gg da torino a pc , costretta a scopare vecchi di 60anni e ora pure nel lager !
Rfc mi darà un avvocato gratis x lei , e io se la espellono vado in nigeria e la riporto qui beppe credimi.
Il resto del carlino oggi ha fatto 2articoli.
Lei è condannata a 5mesi per clandestinità.
dal gruppo:NO ALLA VIOLENZA SUI CLOCHARD, NO AL RAZZISMO
FONTE
Io vado al giornale e mi intervistano , e domenica fanno 10 righe . La sera del 22 ritorno al Cie , e mi fanno entrare ed un operatore della misericordia mi aiuta ad andare in bagno , poi chiedo di vedere jessica e mi dicono no e di tornare il gg dopo . Io perdo il treno accessibile per Piacenza , resto in giro di notte a bologna senza assistenza . Chiamo la polizia urbana , arriva la pattuglia e chiedo se la caritas può ospitarmi ... ma nn hanno posto . Alle 2 di notte vado in pronto soccorso , mi dnno un lettino e dormicchio un paio d'ore tenuto d'occhio dai gentili infermieri e dal medico . Alle sette esco e mi dirigo in piazza maggiore , prendo l'autobus e torno al cie e li mi incontro cn il capogruppo regionale di rifondazione comunista . Mi aiuta a mangiare e mi accompagna al cie e chiede di farmi entrare ai poliziotti che rispondono di ripassare nel pomeriggio .
Ritorno , mi fanno entrare e prima mi aiutano per il bagno e poi me la fanno vedere....
E'terribile , dentro ci sono militari,blindati , doppi cancelli e telecamere ... siamo in una stanza video sorvegliata e i poliziotti piantonano l'ingresso .
Perquiscono 2volte i regali ( intimo,t-shirt, bagnoschiuma,orecchini,lucidalabbra ) , lei è a disagio e io piango . Lei non riesce quasi a bacirmi perchè a disagio ) .
Poi è scaduto il tempo e sono dovuto uscire via , è venuto un taxi e sono andato in stazione .
Oggi ho chiamato il cie mi hanno detto di mandrgli un fax della mia carta d'identità , e che loro inoltreranno la richiesta in prefettura . Tempo 15gg ....
Pensa lei 2oanni , 6mesi sfruttata e tutti i gg da torino a pc , costretta a scopare vecchi di 60anni e ora pure nel lager !
Rfc mi darà un avvocato gratis x lei , e io se la espellono vado in nigeria e la riporto qui beppe credimi.
Il resto del carlino oggi ha fatto 2articoli.
Lei è condannata a 5mesi per clandestinità.
dal gruppo:NO ALLA VIOLENZA SUI CLOCHARD, NO AL RAZZISMO
FONTE
I FAN SCRIVONO: "ORA BASTA!"
I nuovi episodi di razzismo versi i gay che arrivano dall'Italia fanno rabbrividire e pensare che non ci sia via d'uscita. All'ospedale perchè si baciavano, ben gli sta! Perchè l'amore è a senso unico, in questa Italia che non vuole vedere.
Allora diciamo che credo fermamente che l'eterosessualità pura non esista. Che, anche se a me piacciono gli uomini, mi è capitato di prendermi una "cotta" per una donna.
Omosessuali, bisessuali, travestiti esistono da quando esiste l'umanità stessa. Solo che gli omosessuali erano fatti preti o concludevano un buon matrimonio, per salvare l'onore della famiglia. Il matrimonio in bianco che "tutte le ragazze vogliono" non è altro che un'invenzione holliwoodiana, con la corrente "romantica" sullo sfondo. Salvo che il "romanticismo" nacque nell'800, e fino ad allora l'amore fu sempre clandestino. Oh là là! Ebbene sì ho detto proprio clandestino.
Quello che vedo è un rovesciamento della democrazia, una chiusura verso radici cristiane che molti non hanno mai veramente avuto. L'ipocrisia di dirsi cristiani senza mettere piede in chiesa tutto l'anno, salvo forse per la messa di Natale. L'ipocrisia di dire che "l'unione naturale si fonda sul matrimonio", come accusavano i devoti vari, divorziati e rispostati con due famiglie a carico. L'ipocrisia di chi vuole imporre il proprio modo di vivere agli altri giudicandolo "malsano", "retrogrado", "barbaro".
Questa è un'Italia che non vuole, ma proprio non vuole, vedere. Che taccia il clandestino di criminale per poterlo rinchiudere in una cella o in un "Centro di Detenzione Temporanea", il lager de noi altri.
Un'Italia che vede un gay e lo accoltella. Che mena anche chi cerca di mettersi in mezzo. Senza guardare, l'Italia che non vede, se è uomo, vecchio, donna o bambino. Come quella ragazza che finì all'ospedale per difendere il suo amico dagli insulti.
Penso alla cara ministra delle pari opportunità; che si dichiarava d'accordo con la Chiesa nel combattere le unioni omosessuali, che parlava di Roma come la Capitale della cristianità e non dell'Italia in riferimento al gay- pride.
Fra un poco legifereranno sull'omosessualità clandestina con il benestare della Chiesa, che scriverà poi un altra lettera ai vari vescovi per tacere sulla pedofilia omosessuale tra i suoi preti. Il pensiero diventerà clandestino, le università chiuderanno grazie alla rivoluzionaria riforma Gelmini, chi penserà ancora farà meglio ad andarsene o a preoccuparsi di quello che dice.
I temi etici, le leggi sull'aborto, sulla procreazione assistita e sul testamento biologico saranno svuotate di senso,(come accade già da tempo), pezzetto per pezzetto. Sopravvivenze del bieco illuminismo. Rimarrà solo l'involucro vedrete. I prossimi governi giureranno su una Costituzione di plastica, appositamente prestata dagli studi Mediaset.
Si aprirà una nuova inquisizione, stavolta voluta dalla Stato, verso tutto ciò che non si accosta all'ideale maschio e sessuomane della nostra bella patria.
In realtà queste leggi non ancora scritte sono già applicate dai comuni cittadini, nuovi rondisti e vecchi squadristi uniti. Non resta che sottoporle alla fiducia, che tanto nessuno si opporrà.
Un interminabile gioco delle tre scimmie, "non vedo, non sento e non parlo" sarà proposto come sport nazionale.
di Valentina Tomasini
FONTE
Allora diciamo che credo fermamente che l'eterosessualità pura non esista. Che, anche se a me piacciono gli uomini, mi è capitato di prendermi una "cotta" per una donna.
Omosessuali, bisessuali, travestiti esistono da quando esiste l'umanità stessa. Solo che gli omosessuali erano fatti preti o concludevano un buon matrimonio, per salvare l'onore della famiglia. Il matrimonio in bianco che "tutte le ragazze vogliono" non è altro che un'invenzione holliwoodiana, con la corrente "romantica" sullo sfondo. Salvo che il "romanticismo" nacque nell'800, e fino ad allora l'amore fu sempre clandestino. Oh là là! Ebbene sì ho detto proprio clandestino.
Quello che vedo è un rovesciamento della democrazia, una chiusura verso radici cristiane che molti non hanno mai veramente avuto. L'ipocrisia di dirsi cristiani senza mettere piede in chiesa tutto l'anno, salvo forse per la messa di Natale. L'ipocrisia di dire che "l'unione naturale si fonda sul matrimonio", come accusavano i devoti vari, divorziati e rispostati con due famiglie a carico. L'ipocrisia di chi vuole imporre il proprio modo di vivere agli altri giudicandolo "malsano", "retrogrado", "barbaro".
Questa è un'Italia che non vuole, ma proprio non vuole, vedere. Che taccia il clandestino di criminale per poterlo rinchiudere in una cella o in un "Centro di Detenzione Temporanea", il lager de noi altri.
Un'Italia che vede un gay e lo accoltella. Che mena anche chi cerca di mettersi in mezzo. Senza guardare, l'Italia che non vede, se è uomo, vecchio, donna o bambino. Come quella ragazza che finì all'ospedale per difendere il suo amico dagli insulti.
Penso alla cara ministra delle pari opportunità; che si dichiarava d'accordo con la Chiesa nel combattere le unioni omosessuali, che parlava di Roma come la Capitale della cristianità e non dell'Italia in riferimento al gay- pride.
Fra un poco legifereranno sull'omosessualità clandestina con il benestare della Chiesa, che scriverà poi un altra lettera ai vari vescovi per tacere sulla pedofilia omosessuale tra i suoi preti. Il pensiero diventerà clandestino, le università chiuderanno grazie alla rivoluzionaria riforma Gelmini, chi penserà ancora farà meglio ad andarsene o a preoccuparsi di quello che dice.
I temi etici, le leggi sull'aborto, sulla procreazione assistita e sul testamento biologico saranno svuotate di senso,(come accade già da tempo), pezzetto per pezzetto. Sopravvivenze del bieco illuminismo. Rimarrà solo l'involucro vedrete. I prossimi governi giureranno su una Costituzione di plastica, appositamente prestata dagli studi Mediaset.
Si aprirà una nuova inquisizione, stavolta voluta dalla Stato, verso tutto ciò che non si accosta all'ideale maschio e sessuomane della nostra bella patria.
In realtà queste leggi non ancora scritte sono già applicate dai comuni cittadini, nuovi rondisti e vecchi squadristi uniti. Non resta che sottoporle alla fiducia, che tanto nessuno si opporrà.
Un interminabile gioco delle tre scimmie, "non vedo, non sento e non parlo" sarà proposto come sport nazionale.
di Valentina Tomasini
FONTE
DENUNCIAMO IL GOVERNO !
Nota di INFORMARE PER RESISTERE: abbiamo consultato un avvocato penalista che, dopo aver letto il testo degli esposti, ci ha confermato che presentarli NON comporta alcun rischio (contrariamente a quanto dicono alcuni articoli che girano in Rete).
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Tutti noi, seguendo l'esempio di Saverio Tommasi, possiamo presentare una denuncia contro il governo. E' chiaro che, come dice Tommasi si tratta di "un'azione teatrale: un mezzo per entrare nella vita pubblica, per partecipare al dibattito, per farlo scaturire. Non sono i palchi che fanno gli spettacoli, ma le emozioni. Le riflessioni, la partecipazione. Nessuno è attore, siamo tutti "mezzi teatrali". Più o meno consapevoli. Magari al contrario, ma capaci di influire. "
I testi sono stati curati dal "Centro di ricerca per la pace di Viterbo".
E' possibile presentare gli esposti in qualunque Procura della Repubblica (ANCHE PER POSTA ED IN FORMA ANONIMA) .
Per maggiori informazioni scrivete: info@saveriotommasi.it.
Ecco i testi:
1. MODELLO DI ESPOSTO RECANTE LA NOTITIA CRIMINIS CONCERNENTE VARIE FATTISPECIE DI REATO CONFIGURATE DA MISURE CONTENUTE NELLA LEGGE 15 LUGLIO 2009, N. 94
Alla Procura della Repubblica di ...
Oggetto: Esposto recante la notitia criminis concernente varie fattispecie di reato configurate da misure contenute nella legge 15 luglio 2009, n. 94
Con il presente esposto si segnala alle istituzioni in indirizzo, al fine di attivare tutti i provvedimenti di competenza cui l'ordinamento in vigore fa obbligo ai pubblici ufficiali che le rappresentano, la notitia criminis concernente il fatto che nella legge 15 luglio 2009, n. 94, recante "Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", volgarmente nota come "pacchetto sicurezza", sono contenute varie misure, particolarmente all'art. 1 e passim, che configurano varie fattispecie di reato con specifico riferimento a:
a) violazioni dei diritti umani e delle garanzie di essi sancite dalla Costituzione della Repubblica Italiana;
b) violazione dei diritti dei bambini;
c) persecuzione di persone non per condotte illecite, ma per mera condizione esistenziale;
d) violazione dell'obbligo di soccorso ed accoglienza delle persone di cui all'art. 10 Cost.;
e) violazione del principio dell'eguaglianza dinanzi alla legge.
Si richiede il più sollecito intervento.
Alle magistrature giurisdizionalmente competenti si richiede in particolare che esaminati i fatti di cui sopra procedano nelle forme previste nei confronti di tutti coloro che risulteranno colpevoli per tutti i reati che riterranno sussistere nella concreta fattispecie.
L'esponente richiede altresì di essere avvisato in caso di archiviazione da parte della Procura ex artt. 406 e 408 c. p. p.
Firma della persona e/o dell'associazione esponente (NON OBBLIGATORIO)
Indirizzo
luogo e data
* * *
2. MODELLO DI ESPOSTO RECANTE LA NOTITIA CRIMINIS CONCERNENTE IL FAVOREGGIAMENTO DELLO SQUADRISMO
Alla Procura della Repubblica di ...
Oggetto: Esposto recante la notitia criminis concernente il favoreggiamento dello squadrismo
Con il presente esposto si segnala alle istituzioni in indirizzo, al fine di attivare tutti i provvedimenti di competenza cui l'ordinamento in vigore fa obbligo ai pubblici ufficiali che le rappresentano, la notitia criminis concernente il fatto che nella legge 15 luglio 2009, n. 94, recante "Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", volgarmente nota come "pacchetto sicurezza", è contenuta una misura, quella di cui all'art. 3, commi 40-44, istitutiva delle cosiddette "ronde", che palesemente configura il favoreggiamento dello squadrismo (attività che integra varie fattispecie di reato), anche alla luce di pregresse inquietanti esternazioni ed iniziative di dirigenti rappresentativi del partito politico cui appartiene il Ministro dell'Interno e di altri soggetti che non hanno fatto mistero ed anzi hanno dato prova di voler far uso di tale istituto a fini di violenza privata, intimidazione e persecuzione, con palese violazione della legalità e finanche intento di sovvertimento di caratteri e guarentigie fondamentali dell'ordinamento giuridico vigente.
Si richiede il più sollecito intervento.
Alle magistrature giurisdizionalmente competenti si richiede in particolare che esaminati i fatti di cui sopra procedano nelle forme previste nei confronti di tutti coloro che risulteranno colpevoli per tutti i reati che riterranno sussistere nella concreta fattispecie.
L'esponente richiede altresì di essere avvisato in caso di archiviazione da parte della Procura ex artt. 406 e 408 c. p. p.
Firma della persona e/o dell'associazione esponente (NON OBBLIGATORIO)
Indirizzo
luogo e data
fonte: www.saveriotommasi.it
FONTE
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Tutti noi, seguendo l'esempio di Saverio Tommasi, possiamo presentare una denuncia contro il governo. E' chiaro che, come dice Tommasi si tratta di "un'azione teatrale: un mezzo per entrare nella vita pubblica, per partecipare al dibattito, per farlo scaturire. Non sono i palchi che fanno gli spettacoli, ma le emozioni. Le riflessioni, la partecipazione. Nessuno è attore, siamo tutti "mezzi teatrali". Più o meno consapevoli. Magari al contrario, ma capaci di influire. "
I testi sono stati curati dal "Centro di ricerca per la pace di Viterbo".
E' possibile presentare gli esposti in qualunque Procura della Repubblica (ANCHE PER POSTA ED IN FORMA ANONIMA) .
Per maggiori informazioni scrivete: info@saveriotommasi.it.
Ecco i testi:
1. MODELLO DI ESPOSTO RECANTE LA NOTITIA CRIMINIS CONCERNENTE VARIE FATTISPECIE DI REATO CONFIGURATE DA MISURE CONTENUTE NELLA LEGGE 15 LUGLIO 2009, N. 94
Alla Procura della Repubblica di ...
Oggetto: Esposto recante la notitia criminis concernente varie fattispecie di reato configurate da misure contenute nella legge 15 luglio 2009, n. 94
Con il presente esposto si segnala alle istituzioni in indirizzo, al fine di attivare tutti i provvedimenti di competenza cui l'ordinamento in vigore fa obbligo ai pubblici ufficiali che le rappresentano, la notitia criminis concernente il fatto che nella legge 15 luglio 2009, n. 94, recante "Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", volgarmente nota come "pacchetto sicurezza", sono contenute varie misure, particolarmente all'art. 1 e passim, che configurano varie fattispecie di reato con specifico riferimento a:
a) violazioni dei diritti umani e delle garanzie di essi sancite dalla Costituzione della Repubblica Italiana;
b) violazione dei diritti dei bambini;
c) persecuzione di persone non per condotte illecite, ma per mera condizione esistenziale;
d) violazione dell'obbligo di soccorso ed accoglienza delle persone di cui all'art. 10 Cost.;
e) violazione del principio dell'eguaglianza dinanzi alla legge.
Si richiede il più sollecito intervento.
Alle magistrature giurisdizionalmente competenti si richiede in particolare che esaminati i fatti di cui sopra procedano nelle forme previste nei confronti di tutti coloro che risulteranno colpevoli per tutti i reati che riterranno sussistere nella concreta fattispecie.
L'esponente richiede altresì di essere avvisato in caso di archiviazione da parte della Procura ex artt. 406 e 408 c. p. p.
Firma della persona e/o dell'associazione esponente (NON OBBLIGATORIO)
Indirizzo
luogo e data
* * *
2. MODELLO DI ESPOSTO RECANTE LA NOTITIA CRIMINIS CONCERNENTE IL FAVOREGGIAMENTO DELLO SQUADRISMO
Alla Procura della Repubblica di ...
Oggetto: Esposto recante la notitia criminis concernente il favoreggiamento dello squadrismo
Con il presente esposto si segnala alle istituzioni in indirizzo, al fine di attivare tutti i provvedimenti di competenza cui l'ordinamento in vigore fa obbligo ai pubblici ufficiali che le rappresentano, la notitia criminis concernente il fatto che nella legge 15 luglio 2009, n. 94, recante "Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", volgarmente nota come "pacchetto sicurezza", è contenuta una misura, quella di cui all'art. 3, commi 40-44, istitutiva delle cosiddette "ronde", che palesemente configura il favoreggiamento dello squadrismo (attività che integra varie fattispecie di reato), anche alla luce di pregresse inquietanti esternazioni ed iniziative di dirigenti rappresentativi del partito politico cui appartiene il Ministro dell'Interno e di altri soggetti che non hanno fatto mistero ed anzi hanno dato prova di voler far uso di tale istituto a fini di violenza privata, intimidazione e persecuzione, con palese violazione della legalità e finanche intento di sovvertimento di caratteri e guarentigie fondamentali dell'ordinamento giuridico vigente.
Si richiede il più sollecito intervento.
Alle magistrature giurisdizionalmente competenti si richiede in particolare che esaminati i fatti di cui sopra procedano nelle forme previste nei confronti di tutti coloro che risulteranno colpevoli per tutti i reati che riterranno sussistere nella concreta fattispecie.
L'esponente richiede altresì di essere avvisato in caso di archiviazione da parte della Procura ex artt. 406 e 408 c. p. p.
Firma della persona e/o dell'associazione esponente (NON OBBLIGATORIO)
Indirizzo
luogo e data
fonte: www.saveriotommasi.it
FONTE
Permesso di soggiorno in Italia? Meglio cambiare nazione
L’altro giorno stavo cenando (nella mia casa, qui a Pechino) quando la polizia bussa alla porta. Volevano controllare il passaporto ed il permesso di soggiorno, mio e dei miei bimbi (mia moglie ovviamente, essendo cinese, era dispensata dal controllo).
Risultato: cerco dappertutto ma non lo trovo. Ho quello dei bimbi, non il mio. L’avevo usato l’ultima volta al momento dell’esame per la patente di guida cinese, poi non mi ricordo dove l’ho messo.
La polizia attende. Poi allargo le braccia: “mi dispiace, non lo trovo. Qui c’e’ il mio passaporto e, se volete, posso mostrare la patente di guida”.
Risposta: “ah, ha la patente di guida? Quindi vuol dire che per conseguirla ha dovuto mostrare il permesso di soggiorno. Beh, non si preoccupi a cercare, per noi va gia’ bene cosi’. La ringraziamo”. Gentilissimi, se ne sono andati.
Cosa sarebbe successo in Italia ad un extracomunitario senza permesso di soggiorno? Con le nuove leggi?
Visto che ci siamo: per due anni, abbiamo abitato in Italia, quindi era mia moglie a necessitare del permesso di soggiorno.
Abbiamo quindi seguito la legge italiana e ne abbiamo fatto richiesta. La coda per fare la richiesta era enorme, abbiamo speso tutta la giornata ad aspettare.
Una volta fatta la richiesta, il poliziotto mi dice che provvederanno ad accoglierla e, se va bene, nel giro di 6 mesi mia moglie avrebbe avuto il permesso.
Mia risposta: “Sei mesi? Scusate, ma la legge italiana, per quel poco che ne so, impone un tempo massimo di due settimane“. Il poliziotto e’ evidentemente irritato dalla mia obiezione. Mi risponde che la stima e’ ottimistica e che daranno priorita’ al mio caso (poiche’ e’ moglie di un italiano, altrimenti sarebbe peggio), spesso si va oltre l’anno.
Siccome il permesso di soggiorno dura un anno (si, lo so, esistono anche di validita’ piu’ estese), quando arrivera’ sara’ gia’ scaduto. Si va quindi a casa.
Dopo qualche mese di “clandestinita’”, mia moglie rimane incinta. Ha bisogno delle normali pratiche mediche che si fanno di routine in questa situazione.
Purtroppo, per il rilascio della tessera sanitaria serve il permesso di soggiorno. Senza eccezioni. Come fare? Pagare sempre tutto per intero? Ho cominciato a capire come mai a Chinatown ci sono gli studi medici abusivi. Inoltre, mia moglie avrebbe voluto lavorare, ma senza il permesso di soggiorno non e’ possibile. E… se invece di essere a carico mio avrebbe realmente avuto bisogno di lavorare? In nero? Tutto sommato e’ in italia in maniera regolare, e’ lo Stato italiano ad essere in difetto, e quel difetto condiziona pesantemente la vita di tutta la famiglia.
Nel frattempo ho avuto numerose visite da parte di polizia/carabinieri e perfino ASL a casa. Non erano gentili come i poliziotti cinesi (che normalmente proprio gentili non sono). Ho dovuto dimostrare persino di avere il riscaldamento funzionante. Ho dovuto dichiarare di non aver preso soldi da lei per sposarla (fra l’altro e’ una ragazza bellissima, caso mai sarebbe stato il contrario). Sono arrivati anche ad ore impensate per verificare se effettivamente il nostro era un matrimonio vero (quindi dormivamo insieme) e non di comodo.
Cosi’, ho trovato lavoro in Germania e ce ne siamo andati. Ho trovato una bella casa, comoda e spaziosa e poi sono andato a fare i carteggi per il permesso di soggiorno di mia moglie (e quello “semplificato” per gli europei residenti in Germania per me). In poche ore (ore, non mesi) con mio stupore avevamo i documenti in mano.
Fra l’altro, in Germania nessuno ha mai accusato mia moglie di “non volersi integrare” solo perche’ andava in giro, nei giorni soleggiati, con l’ombrellino: le ragazze cinesi ci tengono ad avere la pelle chiara e non vogliono assolutamente abbronzarsi. Questo era chiaramente, nel mio paese padano, un segno che lei non voleva integrarsi e non rispettava i nostri usi.
Mia moglie e’ assolutamente rispettosa non solo delle leggi italiane, ma anche delle nostre tradizioni (sebbene io non gliele voglia assolutamente imporre) e non capisco come qualcuno si possa permettere di criticarla solo perche’ usa un ombrellino contro il sole. Cosa ne pensate?
http://www.byteliberi.com/2009/08/permesso-di-soggiorno-in-italia-meglio-cambiare-nazione.html
FONTE
Risultato: cerco dappertutto ma non lo trovo. Ho quello dei bimbi, non il mio. L’avevo usato l’ultima volta al momento dell’esame per la patente di guida cinese, poi non mi ricordo dove l’ho messo.
La polizia attende. Poi allargo le braccia: “mi dispiace, non lo trovo. Qui c’e’ il mio passaporto e, se volete, posso mostrare la patente di guida”.
Risposta: “ah, ha la patente di guida? Quindi vuol dire che per conseguirla ha dovuto mostrare il permesso di soggiorno. Beh, non si preoccupi a cercare, per noi va gia’ bene cosi’. La ringraziamo”. Gentilissimi, se ne sono andati.
Cosa sarebbe successo in Italia ad un extracomunitario senza permesso di soggiorno? Con le nuove leggi?
Visto che ci siamo: per due anni, abbiamo abitato in Italia, quindi era mia moglie a necessitare del permesso di soggiorno.
Abbiamo quindi seguito la legge italiana e ne abbiamo fatto richiesta. La coda per fare la richiesta era enorme, abbiamo speso tutta la giornata ad aspettare.
Una volta fatta la richiesta, il poliziotto mi dice che provvederanno ad accoglierla e, se va bene, nel giro di 6 mesi mia moglie avrebbe avuto il permesso.
Mia risposta: “Sei mesi? Scusate, ma la legge italiana, per quel poco che ne so, impone un tempo massimo di due settimane“. Il poliziotto e’ evidentemente irritato dalla mia obiezione. Mi risponde che la stima e’ ottimistica e che daranno priorita’ al mio caso (poiche’ e’ moglie di un italiano, altrimenti sarebbe peggio), spesso si va oltre l’anno.
Siccome il permesso di soggiorno dura un anno (si, lo so, esistono anche di validita’ piu’ estese), quando arrivera’ sara’ gia’ scaduto. Si va quindi a casa.
Dopo qualche mese di “clandestinita’”, mia moglie rimane incinta. Ha bisogno delle normali pratiche mediche che si fanno di routine in questa situazione.
Purtroppo, per il rilascio della tessera sanitaria serve il permesso di soggiorno. Senza eccezioni. Come fare? Pagare sempre tutto per intero? Ho cominciato a capire come mai a Chinatown ci sono gli studi medici abusivi. Inoltre, mia moglie avrebbe voluto lavorare, ma senza il permesso di soggiorno non e’ possibile. E… se invece di essere a carico mio avrebbe realmente avuto bisogno di lavorare? In nero? Tutto sommato e’ in italia in maniera regolare, e’ lo Stato italiano ad essere in difetto, e quel difetto condiziona pesantemente la vita di tutta la famiglia.
Nel frattempo ho avuto numerose visite da parte di polizia/carabinieri e perfino ASL a casa. Non erano gentili come i poliziotti cinesi (che normalmente proprio gentili non sono). Ho dovuto dimostrare persino di avere il riscaldamento funzionante. Ho dovuto dichiarare di non aver preso soldi da lei per sposarla (fra l’altro e’ una ragazza bellissima, caso mai sarebbe stato il contrario). Sono arrivati anche ad ore impensate per verificare se effettivamente il nostro era un matrimonio vero (quindi dormivamo insieme) e non di comodo.
Cosi’, ho trovato lavoro in Germania e ce ne siamo andati. Ho trovato una bella casa, comoda e spaziosa e poi sono andato a fare i carteggi per il permesso di soggiorno di mia moglie (e quello “semplificato” per gli europei residenti in Germania per me). In poche ore (ore, non mesi) con mio stupore avevamo i documenti in mano.
Fra l’altro, in Germania nessuno ha mai accusato mia moglie di “non volersi integrare” solo perche’ andava in giro, nei giorni soleggiati, con l’ombrellino: le ragazze cinesi ci tengono ad avere la pelle chiara e non vogliono assolutamente abbronzarsi. Questo era chiaramente, nel mio paese padano, un segno che lei non voleva integrarsi e non rispettava i nostri usi.
Mia moglie e’ assolutamente rispettosa non solo delle leggi italiane, ma anche delle nostre tradizioni (sebbene io non gliele voglia assolutamente imporre) e non capisco come qualcuno si possa permettere di criticarla solo perche’ usa un ombrellino contro il sole. Cosa ne pensate?
http://www.byteliberi.com/2009/08/permesso-di-soggiorno-in-italia-meglio-cambiare-nazione.html
FONTE
I FAN SCRIVONO: "Perchè il Sindaco Alemanno non mi convince sui Diritti delle persone Gay (GLBTQ)"
Due ragazzi omosessuali che si erano appena conosciuti e si stavano abbracciando e baciando sono stati aggrediti il 23 Agosto scorso al parco Rosati all'Eur, all'uscita del Gay Village, da un quarantenne con precedenti per droga. L'uomo, A.S., che è conosciuto tra i suoi amici come "svastichella", è stato denunciato dalla polizia per tentato omicidio.
Uno degli aggrediti, che è grave, è stato colpito all'addome ed è stato sottoposto a intervento chirurgico all'ospedale Sant'Eugenio, l'altro ha avuto una prognosi di sette giorni per una ferita al cuoio capelluto perché ha ricevuto una bottigliata in testa.
Successivamente all'accaduto il Sindaco di Roma ha voluto incontrare le principali associazioni GLBTQ della Capitale.
Durante l'incontro il Sindaco di Roma Alemanno ha promesso alle associazioni GLBTQ:
1) un osservatorio sulle intolleranze sessuali
2) più telecamere e più pattuglie delle forze dell'ordine intorno al Gay Village
3) l'appoggio alla legge presentata da Paola Concia (PD) sulla intolleranza sessuale come un'aggravante (Legge contro le Discriminazioni)
Ma allo stesso tempo però ha ribadito quanto segue:
1) niente patrocinio al Gay Pride
2) niente sostegno ad iniziative per le coppie di fatto
Ed i rappresentanti delle associazioni che hanno partecipato hanno dichiarato di ritenersi soddisfatti. Io no.
Le posizioni di Alemanno non aggiungono nulla di nuovo all'interno delle posizioni di una Destra provinciale e omofoba come quella italiana.
Il Sindaco di Roma ha fatto proposte di Destra. Alemanno promette telecamere e forze dell'ordine per vigilare sulla nostra pelle (dovessimo sporcare qualche marciapiede con il nostro sangue).
Ma se poi si prova a chiedere di Patrocinare il Gay Pride conferma la sua indisponibilità.
Come dire: se proprio vi massacrano proviamo a fare qualcosa ma dovete comunque rimanere cittadini di serie "C".
La Destra europea, invece, da anni ha assunto posizioni più liberali. In alcuni paesi è grazie alla Destra che si sono ottenuti una Legge contro le Discriminazioni e Leggi per il riconoscimento delle Unioni Civili.
Quello che è veramente GRAVE è che la Sinistra non faccia proposte di Sinistra ed il Movimento GLBTQ non svolga il ruolo di un Movimento di rottura limitandosi, invece, a fare piccole e timide richieste.
Altra cosa sarebbe sollecitare, oltre all'approvazione di una Legge contro le Discriminazioni (come già ha fatto la Destra nel mondo) anche l'approvazione di Leggi che riconoscano diritti positivi (adozione, matrimonio, procreazione medicalmente assistita, ecc.).
SINISTRA, SE CI SEI, BATTI UN COLPO! MA FALLO IN FRETTA!
di Mauro Cioffari (GayRoma.it)
FONTE
Uno degli aggrediti, che è grave, è stato colpito all'addome ed è stato sottoposto a intervento chirurgico all'ospedale Sant'Eugenio, l'altro ha avuto una prognosi di sette giorni per una ferita al cuoio capelluto perché ha ricevuto una bottigliata in testa.
Successivamente all'accaduto il Sindaco di Roma ha voluto incontrare le principali associazioni GLBTQ della Capitale.
Durante l'incontro il Sindaco di Roma Alemanno ha promesso alle associazioni GLBTQ:
1) un osservatorio sulle intolleranze sessuali
2) più telecamere e più pattuglie delle forze dell'ordine intorno al Gay Village
3) l'appoggio alla legge presentata da Paola Concia (PD) sulla intolleranza sessuale come un'aggravante (Legge contro le Discriminazioni)
Ma allo stesso tempo però ha ribadito quanto segue:
1) niente patrocinio al Gay Pride
2) niente sostegno ad iniziative per le coppie di fatto
Ed i rappresentanti delle associazioni che hanno partecipato hanno dichiarato di ritenersi soddisfatti. Io no.
Le posizioni di Alemanno non aggiungono nulla di nuovo all'interno delle posizioni di una Destra provinciale e omofoba come quella italiana.
Il Sindaco di Roma ha fatto proposte di Destra. Alemanno promette telecamere e forze dell'ordine per vigilare sulla nostra pelle (dovessimo sporcare qualche marciapiede con il nostro sangue).
Ma se poi si prova a chiedere di Patrocinare il Gay Pride conferma la sua indisponibilità.
Come dire: se proprio vi massacrano proviamo a fare qualcosa ma dovete comunque rimanere cittadini di serie "C".
La Destra europea, invece, da anni ha assunto posizioni più liberali. In alcuni paesi è grazie alla Destra che si sono ottenuti una Legge contro le Discriminazioni e Leggi per il riconoscimento delle Unioni Civili.
Quello che è veramente GRAVE è che la Sinistra non faccia proposte di Sinistra ed il Movimento GLBTQ non svolga il ruolo di un Movimento di rottura limitandosi, invece, a fare piccole e timide richieste.
Altra cosa sarebbe sollecitare, oltre all'approvazione di una Legge contro le Discriminazioni (come già ha fatto la Destra nel mondo) anche l'approvazione di Leggi che riconoscano diritti positivi (adozione, matrimonio, procreazione medicalmente assistita, ecc.).
SINISTRA, SE CI SEI, BATTI UN COLPO! MA FALLO IN FRETTA!
di Mauro Cioffari (GayRoma.it)
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Carceri: tra proteste estreme e silenzi colpevoli
di Daniela de Robert
I segnali c’erano tutti. I motivi anche. L’estate con il caldo insopportabile ha fatto il resto. E così i detenuti hanno deciso di farsi sentire. Ma per fare arrivare la loro voce oltre il muro di cemento armato non bastano le parole, come hanno dimostrato le loro lettere aperte cadute nel vuoto e nel disinteresse della grande stampa che ha preferito parlare del dramma dei cani abbandonati.
Le battiture
Per gridare il loro malessere hanno scelto la battitura, cioè lo sbattere a ore regolari di pentole e coperchi contro le sbarre delle loro celle, come i cazoleros argentini. Tutti insieme in ogni parte d’Italia, gli uomini e le donne detenute hanno fatto gridare quelle sbarre che li separano dal mondo, trasformandole in un potente amplificatore delle loro voci. Da Arezzo a Pesaro, da Prato a Bari, da Lucca ad Ancona, da Venezia a Trani, da Padova a Milano, da Palermo a Como. Le carceri hanno gridato che così non si può vivere, che in cinque in celle da due non si può stare, che il pane ammuffito non è accettabile, che anche i materassi buttati per terra non bastano più, che l’acqua è razionata, che le docce sono rotte, che per stare in piedi nelle celle sovraffollate si fa a turno, che non riescono a parlare con gli educatori, che anche le infermerie sono stracolme, che la gente muore in cella perché i medici non vengono chiamati in tempo dagli agenti, che gli agenti sono troppo pochi per garantire i turni all’aria aperta (che è aperta solo in alto perché tutt’attorno e per terra è chiusa dal cemento armato), che la convivenza coatta tra gruppi etnici diversi a volte è molto difficile, che non riescono a fare i colloqui con le loro famiglie perché manca il personale, che un rotolo di carta igienica al mese non basta, che i blindi (cioè le porte blindate delle celle) chiusi la notte oltre al cancello della cella non fanno passare quel minimo di aria indispensabile quando i letti a castello rubano in altezza uno spazio che non c’è, ammucchiando le persone in orizzontale. Questo urlano le pentole sbattute contro le inferriate del mondo prigioniero, dove vivono oltre 65 mila persone, dai bambini appena nati agli ultraottantenni.
Silenzio e disinteresse
Per mesi è continuato il conteggio dei detenuti che si ammassavano nelle strutture vecchie inadeguate. Per mesi, le associazioni che operano in carcere hanno lanciato l’allarme. Oltre il tollerabile si intitola il rapporto di Antigone come oltre il tollerabile è la condizione di vita nelle prigioni italiane. Ma anche la polizia penitenziaria lo diceva: attenzione perché la situazione è oltre il limite. Il cappellano di Rebibbia, don Sandro Spriano, lo ha scritto anche al Papa in una lettera aperta, sognando una sua visita improvvisata nel giorno dell’Assunta: “questi sono i corridoi e le stanze dove gli "ospiti" trascorrono immobili almeno venti ore della loro giornata: quattro detenuti in celle per due, otto in celle da quattro. C’è un caldo soffocante perché i muri di cemento e la mancanze di tetti consentono al sole di infuocare le strutture… Caro Papa Benedetto non ci dimentichi”.
Dal silenzio del mondo libero l’unica risposta è stato il piano carceri del capo del DAP, Franco Ionta. Obiettivo costruire nuove carceri. Con quali fondi, con quali tempi, con quale personale poi aprirli restano particolari da definire. E nel frattempo? Nel frattempo favorite le attività sociali – dice una circolare dell’ufficio detenuti del DAP – tenete le celle più aperte possibile – recita la stessa circolare. Ma con quattro agenti per una sezione di trecento persone è difficile rispettare queste indicazioni. E la tensione sale. La convivenza non è mai facile, ma quando manca lo spazio vitale diventa davvero dura. Lo ha riconosciuto anche la Corte europea dei diritti dell’uomo che ha condannato l’Italia al risarcimento di mille euro a un cittadino serbo-bosniaco per trattamento inumano e degradante per le condizioni di detenzione nel carcere di Rebibbia per il sovraffollamento. E ora migliaia di detenuti si preparano a denunciare l’Italia per lo stesso motivo.
Silenzio e disinteresse. Silenzio e silenzio stampa. Niente paginoni, come durante l’indulto quando i quotidiani aprivano i loro giornali al grido di “tana libera tutti”. La polveriera carcere è rimasto un tema di second’ordine.
Proteste estreme
Anche quando dalle carceri è iniziata la prima protesta, quella più silenziosa e più dolorosa fatto di gesti di autolesionismo: dallo sciopero della fame e della sete, alle ferite inferte al proprio corpo. Come la protesta estrema, ma non inedita nel mondo prigioniero, di un detenuto marocchino che nel carcere di Firenze si è cucito la bocca. Da mesi aspettava una risposta alla sua richiesta di finire di scontare la pena in Marocco. Inutilmente, fino a quando non si è ferito il corpo, l’unico bene di cui dispone in quanto detenuto. Ora potrà tornare nel suo paese.
Niente è servito ad attirare l’attenzione. Neanche i quarantacinque morti trovati appesi alle sbarre delle celle nei primi sette mesi di questo 2009. Quarantacinque persone che hanno preferito lasciare questo mondo piuttosto che continuare a vivere in un luogo invivibile. “Il numero più alto di suicidi mai registrato nelle carceri italiane” secondo il rapporto “In carcere: del suicidio e altre fughe” curato da Laura Baccaro e Francesco Morelli di Ristretti Orizzonti. Quarantadue uomini e tre donne, a cui ieri si aggiunto un altro uomo che si è tolto la vita nel carcere di Frosinone, che hanno urlato il loro dolore appendendolo a una corda e grazie a quella corda sono usciti di galera. Morti, ma sono usciti. Nel silenzio del mondo libero che ha preferito ignorare e voltare lo sguardo, come hanno fatto le barche che hanno incrociato il gommone dei migranti etiopi allo sbando nel mare di Sicilia. Meglio non vedere, meglio non ascoltare, meglio non raccontare.
La protesta sale di tono
Non c’è stata alternativa allora per chi vive in carcere se non alzare ancora il tono di voce. Non bastavano più le battiture, gli scioperi della fame, i morti. Occorreva qualcos’altro. A ferragosto, nei giorni più caldi di questa calda estate, in concomitanza con la più importante ispezione dei parlamentari nelle carceri italiane, sono scoppiate le prime proteste: a Como, a Padova, a Perugia. Lenzuola e materassi bruciati, neon fatti esplodere con le bombolette del gas, pavimenti dei corridoi cosparsi con acqua e sapone, risse, aggressioni contro agenti. È successo a Padova, Venezia, Como, Sollicciano, Arezzo, San Gimignano, Pistoia. Lunedi sera è stata la volta di Pisa dove al caldo si aggiunge la mancanza di acqua. Ora si teme l’effetto domino. E a ragione. I focolai della protesta sono ancora attivi. Basta poco perché il fuoco riprenda vigore.
Paura, sconcerto e ancora silenzio
Eppure, da fuori la risposta ancora non arriva. La soluzione delle nuove carceri, non risolve i problemi di vivibilità di chi oggi è detenuto. Anche tra i magistrati di sorveglianza c’è sconcerto. Nessuno pensa a soluzioni diverse. Le misure alternative alla detenzione restano un miraggio irraggiungibile per la maggior parte degli uomini e delle donne detenute, le case a custodia attenuata non vengono neanche prese in considerazione.
Il Comune di Roma ha voluto dare grande risalto all’iniziativa di Ferragosto con la quale venti detenuti sono usciti di galera per pulire per quattro ore per pulire alcune aree della città di Roma. Ma se questa è l’unica risposta della città non c’è dubbio che le proteste continueranno.
fonte: http://www.articolo21.info/8868/notizia/carceri-tra-proteste-estreme-e-silenzi-colpevoli.html
FONTE
I segnali c’erano tutti. I motivi anche. L’estate con il caldo insopportabile ha fatto il resto. E così i detenuti hanno deciso di farsi sentire. Ma per fare arrivare la loro voce oltre il muro di cemento armato non bastano le parole, come hanno dimostrato le loro lettere aperte cadute nel vuoto e nel disinteresse della grande stampa che ha preferito parlare del dramma dei cani abbandonati.
Le battiture
Per gridare il loro malessere hanno scelto la battitura, cioè lo sbattere a ore regolari di pentole e coperchi contro le sbarre delle loro celle, come i cazoleros argentini. Tutti insieme in ogni parte d’Italia, gli uomini e le donne detenute hanno fatto gridare quelle sbarre che li separano dal mondo, trasformandole in un potente amplificatore delle loro voci. Da Arezzo a Pesaro, da Prato a Bari, da Lucca ad Ancona, da Venezia a Trani, da Padova a Milano, da Palermo a Como. Le carceri hanno gridato che così non si può vivere, che in cinque in celle da due non si può stare, che il pane ammuffito non è accettabile, che anche i materassi buttati per terra non bastano più, che l’acqua è razionata, che le docce sono rotte, che per stare in piedi nelle celle sovraffollate si fa a turno, che non riescono a parlare con gli educatori, che anche le infermerie sono stracolme, che la gente muore in cella perché i medici non vengono chiamati in tempo dagli agenti, che gli agenti sono troppo pochi per garantire i turni all’aria aperta (che è aperta solo in alto perché tutt’attorno e per terra è chiusa dal cemento armato), che la convivenza coatta tra gruppi etnici diversi a volte è molto difficile, che non riescono a fare i colloqui con le loro famiglie perché manca il personale, che un rotolo di carta igienica al mese non basta, che i blindi (cioè le porte blindate delle celle) chiusi la notte oltre al cancello della cella non fanno passare quel minimo di aria indispensabile quando i letti a castello rubano in altezza uno spazio che non c’è, ammucchiando le persone in orizzontale. Questo urlano le pentole sbattute contro le inferriate del mondo prigioniero, dove vivono oltre 65 mila persone, dai bambini appena nati agli ultraottantenni.
Silenzio e disinteresse
Per mesi è continuato il conteggio dei detenuti che si ammassavano nelle strutture vecchie inadeguate. Per mesi, le associazioni che operano in carcere hanno lanciato l’allarme. Oltre il tollerabile si intitola il rapporto di Antigone come oltre il tollerabile è la condizione di vita nelle prigioni italiane. Ma anche la polizia penitenziaria lo diceva: attenzione perché la situazione è oltre il limite. Il cappellano di Rebibbia, don Sandro Spriano, lo ha scritto anche al Papa in una lettera aperta, sognando una sua visita improvvisata nel giorno dell’Assunta: “questi sono i corridoi e le stanze dove gli "ospiti" trascorrono immobili almeno venti ore della loro giornata: quattro detenuti in celle per due, otto in celle da quattro. C’è un caldo soffocante perché i muri di cemento e la mancanze di tetti consentono al sole di infuocare le strutture… Caro Papa Benedetto non ci dimentichi”.
Dal silenzio del mondo libero l’unica risposta è stato il piano carceri del capo del DAP, Franco Ionta. Obiettivo costruire nuove carceri. Con quali fondi, con quali tempi, con quale personale poi aprirli restano particolari da definire. E nel frattempo? Nel frattempo favorite le attività sociali – dice una circolare dell’ufficio detenuti del DAP – tenete le celle più aperte possibile – recita la stessa circolare. Ma con quattro agenti per una sezione di trecento persone è difficile rispettare queste indicazioni. E la tensione sale. La convivenza non è mai facile, ma quando manca lo spazio vitale diventa davvero dura. Lo ha riconosciuto anche la Corte europea dei diritti dell’uomo che ha condannato l’Italia al risarcimento di mille euro a un cittadino serbo-bosniaco per trattamento inumano e degradante per le condizioni di detenzione nel carcere di Rebibbia per il sovraffollamento. E ora migliaia di detenuti si preparano a denunciare l’Italia per lo stesso motivo.
Silenzio e disinteresse. Silenzio e silenzio stampa. Niente paginoni, come durante l’indulto quando i quotidiani aprivano i loro giornali al grido di “tana libera tutti”. La polveriera carcere è rimasto un tema di second’ordine.
Proteste estreme
Anche quando dalle carceri è iniziata la prima protesta, quella più silenziosa e più dolorosa fatto di gesti di autolesionismo: dallo sciopero della fame e della sete, alle ferite inferte al proprio corpo. Come la protesta estrema, ma non inedita nel mondo prigioniero, di un detenuto marocchino che nel carcere di Firenze si è cucito la bocca. Da mesi aspettava una risposta alla sua richiesta di finire di scontare la pena in Marocco. Inutilmente, fino a quando non si è ferito il corpo, l’unico bene di cui dispone in quanto detenuto. Ora potrà tornare nel suo paese.
Niente è servito ad attirare l’attenzione. Neanche i quarantacinque morti trovati appesi alle sbarre delle celle nei primi sette mesi di questo 2009. Quarantacinque persone che hanno preferito lasciare questo mondo piuttosto che continuare a vivere in un luogo invivibile. “Il numero più alto di suicidi mai registrato nelle carceri italiane” secondo il rapporto “In carcere: del suicidio e altre fughe” curato da Laura Baccaro e Francesco Morelli di Ristretti Orizzonti. Quarantadue uomini e tre donne, a cui ieri si aggiunto un altro uomo che si è tolto la vita nel carcere di Frosinone, che hanno urlato il loro dolore appendendolo a una corda e grazie a quella corda sono usciti di galera. Morti, ma sono usciti. Nel silenzio del mondo libero che ha preferito ignorare e voltare lo sguardo, come hanno fatto le barche che hanno incrociato il gommone dei migranti etiopi allo sbando nel mare di Sicilia. Meglio non vedere, meglio non ascoltare, meglio non raccontare.
La protesta sale di tono
Non c’è stata alternativa allora per chi vive in carcere se non alzare ancora il tono di voce. Non bastavano più le battiture, gli scioperi della fame, i morti. Occorreva qualcos’altro. A ferragosto, nei giorni più caldi di questa calda estate, in concomitanza con la più importante ispezione dei parlamentari nelle carceri italiane, sono scoppiate le prime proteste: a Como, a Padova, a Perugia. Lenzuola e materassi bruciati, neon fatti esplodere con le bombolette del gas, pavimenti dei corridoi cosparsi con acqua e sapone, risse, aggressioni contro agenti. È successo a Padova, Venezia, Como, Sollicciano, Arezzo, San Gimignano, Pistoia. Lunedi sera è stata la volta di Pisa dove al caldo si aggiunge la mancanza di acqua. Ora si teme l’effetto domino. E a ragione. I focolai della protesta sono ancora attivi. Basta poco perché il fuoco riprenda vigore.
Paura, sconcerto e ancora silenzio
Eppure, da fuori la risposta ancora non arriva. La soluzione delle nuove carceri, non risolve i problemi di vivibilità di chi oggi è detenuto. Anche tra i magistrati di sorveglianza c’è sconcerto. Nessuno pensa a soluzioni diverse. Le misure alternative alla detenzione restano un miraggio irraggiungibile per la maggior parte degli uomini e delle donne detenute, le case a custodia attenuata non vengono neanche prese in considerazione.
Il Comune di Roma ha voluto dare grande risalto all’iniziativa di Ferragosto con la quale venti detenuti sono usciti di galera per pulire per quattro ore per pulire alcune aree della città di Roma. Ma se questa è l’unica risposta della città non c’è dubbio che le proteste continueranno.
fonte: http://www.articolo21.info/8868/notizia/carceri-tra-proteste-estreme-e-silenzi-colpevoli.html
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